La guerra vuol dire

La guerra vuol dire

By Camillo Sbarbaro

La guerra vuol dire

la pergola solare sospesa sulla terra amorosa di Francia;
la fontana ghiacciata che ci venne incontro a Buttrio;
le vetrine di Bologna versicolori nella nebbia;
a Vigodarzere, tra le sparse ramaglie incristallate dalla galaverna, il sole che cresceva rosso; i secchi di rame colmi che mettevano in mostra il fianco di Mariuta;
la notte di Udine;
l’ estate densa di Fara;
Cesuna Bombardata, presepio ridente della neve;
le dame di Crocerossa rondini violette;
Dueville assordata dai nidi;
la luna di Caminetto gelata e al sole di febbraio i buoi pezzati che aravano;
a Orsaria i fioretti azzurri in cui riconobbi gli occhi della sorella;
il salice piangente, fanciulla in capelli, incontrato in marcia sulla via di Percotto; Soleschiano paesello-monastero;
il ciuffetto di fiori bianchicci che trema sul mio capo in trincea.
8 ottobre 1917

War means

The solar pergola suspended on loving ground of France;
the frozen fountain that approached us in Buttrio;
the multicolored windows in the fog in Bologna;
in Vigodarzere, among the scattered frozen branches of the soft rime, the sun growing red; the full-loaded copper buckets that showed Mariuta’s hip;
the night in Udine;
the dense summer in Fara;
bombarded Cesuna, laughing presepe in the snow;
Dames of Croce Rossa violet swallows;
Dueville deafened by the nests;
the frozen moon in Caminetto and the piebald oxen tilling the soil under February sun; in Orsaria little blue flowers in which I recognized the sister’s eyes;
the weeping willow, hairy young maid, met while marching on the way to Percotto; Soleschiano one-horse town – monastery;
the tuft of whitish flowers trembling above my head in the trenches.

Source and copyright: unknown

Camillo Sbarbaro

Camillo Sbarbaro (1888-1967) was not only  a writer and a poet, but also a prominent lichenologist. Read more … 

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